Debito ingiusto: Cgil, Cisl e Uil chiedono una legge speciale per Napoli

Le confederazioni non parteciperanno alle manifestazioni di Sabato

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil non saranno presenti in nessuna delle “due piazze” ovvero non parteciparanno alle  manifestazioni pro e contro la giunta comunale di Luigi de Magistris indette per sabato mattina. I vertici del sindacato partenopeo, però, hanno deciso di attivare una serie di azioni per  dare un contributo concreto nell’affrontare le questioni, i problemi reali che travagliano la Città. E’ stato chiesto un incontro con i capigruppo del Consiglio, in vista della discussione in aula sul Bilancio di Previsione 2019 e un confronto con i parlamentari neo eletti sulla situazione finanziaria del Comune di Napoli. Le iniziative sono state promosse dai segretari generali Cgil Cisl Uil di Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati in due lettere indirizzate ai rappresentanti istituzionali.  “Manteniamo la nostra autonomia nel giudizio e nelle scelte delle azioni che metteremo in campo. Restano infatti tutte le nostre riserve sull’effettiva utilità dell’iniziativa promossa dal Sindaco per il 14 aprile e sulla ventilata e contrapposta iniziativa prevista da altri soggetti. Non è mettendo piazza contro piazza che i problemi strutturali che gravano sui cittadini napoletani potranno essere risolti, ma assumendo obiettivi precisi e percorsi unificanti. Per questo abbiamo condiviso e sostenuto in tutte le sedi prima la necessità di un intervento legislativo per favorire i piani di rientro dei Comuni in pre dissesto, poi la necessità di un intervento diretto del Governo per accollarsi la sua quota del debito CR8 ed ora sosteniamo con forza e nettezza la necessità di interventi capaci di neutralizzare gli effetti della sentenza della Corte dei Conti che appaiono paradossali, ingiusti e forieri di effetti negativi per i cittadini napoletani“.
Ai neo parlamentari, Cgil Cisl Uil chiedono un approfondimento sugli effetti della Sentenza della Corte dei Conti relativa al Bilancio 2016 sul così detto debito fuori Bilancio “CR8”. “Al di là della responsabilità dell’attuale Amministrazione e di quelle precedenti – scrivono Schiavella, Tipaldi e Sgambati – la nostra preoccupazione riguarda essenzialmente gli effetti che l’applicazione di tale sanzione genererebbe sui cittadini, i  lavoratori e i pensionati napoletani in termini di aumento della pressione fiscale e tariffaria e di peggioramento dei già insufficienti servizi. Per questo motivo, pur mantenendo intatta la nostra autonomia di azione anche riguardo alle iniziative intraprese dall’Amministrazione Comunale e la nostra critica di merito su alcune scelte compiute nella redazione di Bilancio 2018, riteniamo necessario un intervento legislativo capace di neutralizzare gli effetti dell’applicazione della sentenza della Corte dei Conti che si manifesteranno nell’esercizio finanziario 2019″. “Più in generale, poi – aggiungono i tre segretari – riteniamo che sia indispensabile l’azione Parlamentare, assuma una importanza particolare la questione degli strumenti legislativi e delle risorse destinate al Governo delle grandi Città Metropolitane superando i gravi e progressivi tagli ai trasferimenti e i limiti dell’attuale Assetto Istituzionale”. Va definito, quindi, un “intervento straordinario per la città metropolitana di Napoli che affronti la complessità dei problemi in un ottica propositiva e non assistenziale in grado di affrontare le tante emergenze economiche e sociali e, soprattutto, di cogliere e sviluppare le altrettante opportunità in una logica di traino dello sviluppo dell’intero Mezzogiorno come suggerito dal rapporto Svimez 2016”
Le organizzazioni sindacali chiedono alla giunta e al consiglio comunale di affrontare con determinazione problemi e situazioni che producono effetti dirompenti sul piano sociale. Quattro i punti che, secondo il sindacato, sono affrontare nella discussione in aula sul bilancio: “migliorare l’attuale insufficiente capacità di riscossione e lotta all’evasione anche attraverso una riorganizzazione degli uffici di cui oggi non c’è traccia, verificare la effettiva copertura delle spese per il personale che debbono essere sufficienti anche per i previsti aumenti da contratto collettivo nazionale di lavoro e per coprire le esigenze del piano assunzionale, verificare la effettiva copertura delle esigenze finanziarie dei Contratti di Servizio delle Aziende Partecipate. In particolare per ANM, alla semplice verifica della congruità degli appostamenti, va accompagnata una discussione finalmente chiara e trasparente sugli assetti futuri che si pensa di costruire, superando le incertezze e la confusione con le quali si è proceduto fino ora. Infine, ribadiscono Cgil Cisl Uil, occorre verificare se la quantità delle risorse destinate alla spesa sociale effettivamente stanziate dal Comune (oltre a quanto destinato dalle risorse Europee PAC) e i livelli di compartecipazione previsti per l’accesso ai servizi, siano sufficienti a garantire e ad aumentare i livelli di erogazione dei servizi, mantenendo la relativa occupazione, e migliorarne l’efficacia in termini di equità sociale.
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