“Sistema Pagano”, rinviato a giudizio il giudice: prosciolto il fratello-sindaco

Nuovamente a processo il magistrato, accusato dai pm di Napoli di essere capo e promotore della “cricca” della sezione civile del tribunale di Salerno. Finisce l’incubo, invece, per il primo cittadino di Roccapiemonte

Nuovo rinvio a giudizio per il giudice Mario Pagano, ritenuto capo e promotore della “cricca” della sezione civile del tribunale di Salerno. Prosciolto, invece, il fratello Carmine Pagano, sindaco di Roccapiemonte. Un proscioglimento però c’è anche per Mario Pagano. Il gup del del tribunale di Napoli, Fabio Provvisier, fa cadere l’accusa d’abuso d’ufficio in concorso per il giudice e l’avvocata Gerarda Torino, ex consigliera comunale a Roccapiemonte. Per lo stesso addebito, assolto al giudizio abbreviato Davide Palladino, giudice di pace del tribunale di Nocera Inferiore: non è provata alcuna istigazione dei primi due nei suoi confronti, per procurare a Torino un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nella compensazione della spese legali. Carmine Pagano, invece, rispondeva dell’ipotesi di reato più grave: assieme al fratello Mario, era accusato di essere un organizzatore del presunto “sistema Pagano”. Ma il sindaco di Roccapiemonte esce dall’incubo processo, dopo che il Riesame aveva già respinto la richiesta di arresto in carcere delle pm Ida Frongillo e Celeste Carrano. Il 13 marzo, davanti al collegio C della IX sezione del tribunale penale di Napoli, va a processo una ventina di imputati. Imputati che rispondono, a vario titolo, di gravitare nel presunto “sistema Pagano”, un giro illecito di processi pilotati in favore di amici, in cambio di denaro e favori. Mario Pagano è già imputato per corruzione in atti giudiziari, in un dibattimento in corso a Napoli. E il 21 gennaio altra udienza preliminare per lui, nell’ambito di un ulteriore filone: con Mario Pagano, rischia il processo il procuratore regionale della Corte dei Conti, Michele Oricchio.

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