Napoli, il presidio di lotta di 500 edili campani per il lavoro vero e le opere utili

Iniziative per superare ostacoli burocratici

500 lavoratori edili hanno partecipato al presidio di lotta promosso a Napoli davanti alla sede del governo regionale campano- L’iniziativa è stata organizzata dalle organizzazioni regionali di categoria, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per accelerare i tempi e superare gli ostacoli burocratici che si frappongono per  l’attuazione di progetti e l’apertura di cantieri di importanti opere pubbliche (Centri storici, Piano Casa, Trasporti, piani per le Città) e superare la crisi che attanaglia il settore causando effetti devastanti sul piano occupazionale.

I dati diffusi dalle Casse Edili dei capoluoghi delle province campane sono drammatici.

“Dal 2010, data di inizio della crisi, il settore ha perso circa 40 mila addetti, oltre 3 mila  aziende, una drastica contrazione di salario disponibile di oltre 240 milioni di euro, con una caduta verticale di ore lavorate pari a circa 30 milioni – hanno affermato Andrea Lanzetta, Giovanni D’Ambrosio e Giovanni Sannino rispettivamente segretari regionali di Feneal, Filca e Fillea –  A questi dati si aggiunge un quadro di estrema difficoltà sui lavori messi a gara, nel 2016 si è registrata una flessione dei bandi di gara pari al 34% in valore assoluto e del 32% in valore economico rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre 2017 seppur si registra un lieve incremento, con 672 gare per un valore complessivo di 588 milioni di euro, il settore stenta a riprendere la sua naturale dinamica anticiclica.  L’andamento non positivo del mercato pubblico è parzialmente compensato da una ripresa di quello privato – hanno aggiunto gli esponenti sindacali –   Questo grazie agli effetti degli incentivi e dei bonus che hanno caratterizzato le politiche del governo e che bisogna renderli mirati e strutturali”.

Infatti, durante le crisi cicliche, l’edilizia è stato sempre individuato dai governi come settore in cui investire risorse e investimenti pubblici per alimentare una ripresa virtuosa a livello economico e occupazionale.

Gli apparati burocratici sono diventati macigni che  impediscono la ripresa. Dovrebbero essere attivate azioni concrete per superare gli ostacoli, istituendo di nuovo le task force presso le Prefetture composte da organizzazioni sindacali di categoria, associazioni dei costruttori,  tecnici, rappresentanti degli enti appaltanti.

Una utilissima e concreta task force fu istituita alcuni anni fa dalla Prefettura di Napoli. Un gruppo di lavoro diretto dal vice prefetto Fiorella Fasano sbloccò nel giro di tre mesi oltre 50 piccole e grandi opere infrastrutturali ubicate a Napoli e Provincia. Un utilissimo lavoro sistematico e collettivo che alimentò sviluppo e occupazione

                                                                                                   

                                                                                          Ciro Crescentini

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