La multinazionale licenzia e se ne va in Romania, la rivolta dei lavoratori di Pozzuoli

 

Comdata chiude il call center di Pozzuoli(ex Vodafone): 60 licenziamenti 

Pronta la rivolta dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center. La multinazionale Comdata multinazionale del settore ha deciso di  licenziare. Dopo l’apertura della cassa integrazione a zero ore per 363 addetti ad Ivrea in provincia di Torino, l’azienda annuncia la chiusura di due siti, Pozzuoli in provincia di Napoli e Padova. Nel sito veneto operano 204 lavoratrici e lavoratori, mentre gli addetti in Campania sono 60. Comdata licenzia dopo avere acquistato a “prezzi stracciati” i rami d’azienda di azienda Vodafone, Wind Tre, H3G,  acquisito commesse pubbliche, beneficiato di  agevolazioni fiscali, accumulato profitti. Comdata licenzia nonostante un  fatturato medio annuo di 600 milioni di euro, un  portafoglio clienti diversificato (oltre 400 aziende servite in 14 nazioni).  Comdata licenzia mentre estende i suoi interessi in Sudamerica, in Turchia, in Spagna e in Romania. Comdata licenzia ma si preoccupa di avviare  negoziazioni esclusive per acquisire alcune partecipazioni dal Gruppo Izium, tra cui il 100% di B2S, attiva in Francia nei servizi di Crm, con ricavi per circa 170 milioni di euro unitamente alla totalità del capitale BCust, Colorado Conseil e Cms, società operative rispettivamente nell’ambito di soluzioni tecnologiche, consulenza in Crm e recupero crediti B2B. Comdata licenzia perchè intende potenziare i suoi call center  delocalizzati in Romania  e  aprire altri siti in altri Paesi dell’Est per erogare salari da fame e gestire lavoratori non sindacalizzati.

Comdata licenzia e si comporta come le altre società e multinazionali.  Fuori dalla Unione Europea attualmente almeno 36 società hanno i call center in  Albania,  Bulgaria, Romania Polonia e, da ultimo, Croazia e Tunisia. Delocalizzato il 10-15 per cento del mercato. Che impiega, calcolano i sindacati, almeno 15 mila lavoratori. Aziende senza scrupoli che licenziano dopo avere beneficiato di sostegni pubblici.  Eppure, uno strumento per frenare le speculazioni  ci sarebbe: prevedere un vincolo territoriale nelle commesse pubbliche. Le imprese che vincono gli appalti in Italia,  devono impegnarsi a svolgere il servizio completamente in Italia. Oppure pretendere la restituzione degli incentivi da chi va all’estero. Solo che in tempi di magra la prima a non avere interesse è proprio la pubblica amministrazione.  Come deterrente basterebbe prevedere la continuità lavorativa nei cambi d’appalto, come ad esempio già accade per le imprese di pulizie: le aziende si avvicendano, i dipendenti no. Tanto più che ce lo chiede anche una direttiva dell’Unione europea. Una direttiva che dal 2001 i governi che si sono succeduti non hanno  trovato il tempo di applicarla.

Intanto, in Campania sono necessarie le prime iniziative politiche e istituzionali. Urgente un intervento del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca per convocare una riunione operative per individuare soluzioni adeguate per impedire i licenziamenti

Le reazioni – Sconcertante la decisione dell’azienda Comdata di licenziare tutti i lavoratori annunciando senza alcun preavviso la chiusura dello stabilimento di Pozzuoli. Una scelta incredibile, che mette per strada 59 persone e mortifica il destino produttivo di un intero distretto”. Lo dichiara Michela Rostan, deputata di Liberi e Uguali. “Mi unisco alla protesta dei lavoratori e dei sindacati – continua la parlamentare -. La scelta della Comdata appare inaccettabile nei modi e nei contenuti e incomprensibile sul piano economico. I dati di bilancio, infatti, sono tutti positivi e si ragionava di rilancio. Invece, con violenza, arriva una decisione di segno contrario, in assenza di consultazione sindacale e senza adeguata motivazione. Si apra subito un tavolo tra l’azienda, i lavoratori e i sindacati e si avvii una verifica su una scelta immotivata, che apre un nuovo fronte di crisi occupazionale in un’area già provata. Sulla vicenda mi attiverò anche presso il Ministero per lo Sviluppo economico affinché anche il governo prenda posizione e intervenga in questa battaglia”. La decisione dell’azienda è totalmente incomprensibile – afferma Alessandra Tommasini, segretaria della Slc della Campania – visto che negli ultimi mesi Comdata ha dichiarato uno stato di salute buono, bilanci positivi e inoltre ha assunto diversi lavoratori in altre regioni. Coinvolgeremo la regione Campania e metteremo in campo tutte le azioni a difesa dei posti di lavoro. Questa vertenza – conclude – è l’ennesimo schiaffo all’occupazione del nostro territorio e non consentiremo che altri lavoratori vadano per strada”.

                                                                                                                             Ciro Crescentini

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