Contestazione studenti, l’ira della Camusso contro de Magistris

La Cgil accusa il primo cittadino di non aver preso una posizione

L’annullamento del convegno all’Università Federico II, la dura contestazione a Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil e all’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema  hanno lasciato strascico di  polemiche.  Nell’occhio del ciclone è finito il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris accusato di sostenere i collettivi e i centri sociali.  Il primo cittadino partenopeo è stato duramente attaccato proprio dalla leader nazionale della Cgil che oggi è stata a Napoli, all’Istituto per gli Studi Filosofici per la presentazione del libro “Il lavoro promesso: libero, creativo, partecipativo e solidale” di Padre Francesco Occhetta.

“Non ho avuto alcuna solidarietà dal sindaco Luigi de Magistris.  Un sindaco dovrebbe essere attento per garantire che si possa svolgere un dibattito democratico – ha sottolineato Camusso –  L’aggressione all’inviato di Nemo a Ostia e l’annullamento del convegno all’Università sono cose per un verso assolutamente diverse, ma per un altro verso, figlie dello stesso clima, di una intolleranza che non è mai positiva. Nessuno può mai arrogarsi il diritto di impedire in una Università che ci sia un dibattito, che è l’offerta di una possibilità di discutere, non un obbligo per nessuno” – ha aggiunto Camusso – Negare una sala è un atto di  intolleranza e di una deprivazione dei luoghi di partecipazione che non fa mai bene alla democrazia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario della Cgil napoletana, Walter Schiavella.

 

“Quanto accaduto in città giovedi scorso non può non interessare il sindaco e l’amministrazione comunale. Al di là dell’episodio, è infatti preoccupante che in una città dalla storia democratica come quella di Napoli si ripetano episodi che limitano gli spazi di agibilità democratica e il libero confronto delle idee” –  ha affermato Schiavella – Per questo già giovedì avevamo sollecitato una presa di posizione delle istituzioni. Ora se dal Consiglio comunale sembrano venire segnali in questa direzione, non è ancora chiaro cosa pensino il sindaco e la sua Giunta. E questo francamente non è comprensibile nè giustificabile”.

Non è ancora arrivata la replica della fascia tricolore di Palazzo San Giacomo. Non mancano le reazioni dei consiglieri comunali di sinistra, vicini ai movimenti e ai collettivi.

“Ho grande rispetto per le organizzazioni dei lavoratori, però se Susanna Camusso facesso un giro nel paese reale forse si accorgerebbe che in molti casi il suo sindacato fa parte del problema, non della soluzioni, ogni anno tanti lavoratori lasciano il sindacato per aderire e sostenere quelli autorganizzati, perchè non si sentono più rappresentati e tutelati – sottolinea Pietro Rinaldi, consigliere comunale della Sinistra –  Lo ripeto ancora una volta, se dal basso della società arrivano contestazioni verso l’alto, e D’Alema e Camusso sono l’alto della società, non c’è un problema democratico – aggiunge Rinaldi – La democrazia è in pericolo quando per vent’anni si sono fatti accordi capestro sulla pelle di milioni di persone senza che questi potessero parlare. Forse non si è accorta in questi anni che dal sindacato ci sono lavoratori che ogni anno  scappano perchè non si sentono rappresentati e tutelati e comunque paragonare i fatti di Napoli a quelli di Ostia è veramente di chi in questo paese è attaccato alla canna del gas”.

 

La deputata e consigliera comunale, Valeria Valenti ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare al ministro degli Interni, Marco Minniti

“Non è la prima volta che questo accade. Anzi, purtroppo, negli ultimi anni a Napoli è diventato un copione fisso: impedire di parlare a chi la pensa diversamente e costringerlo a interrompere manifestazioni pubbliche regolarmente autorizzate o ad andarle a celebrare in luoghi blindati. Cambiano, ogni volta i contestati, da Renzi a Salvini, da De Luca a D’Alema, i contestatori invece sono sempre gli stessi, stesse parole d’ordine, stessi metodi – dichiara Valente –  E sempre la stessa è la voce che manca all’appello tra quelle che dovrebbero condannare, prendere le distanze e isolare queste azioni e questo clima di intolleranza. I silenzi del Sindaco di Napoli de Magistris sono ormai troppi e ripetuti per non essere letti come accondiscendenti. Tutto questo è inaccettabile”.

“A Napoli, città medaglia d’oro della Resistenza, – continua Valente – il diritto a manifestare il proprio pensiero non può essere ostaggio di sparuti gruppi che utilizzano azioni e metodi violenti. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”, così recita l’articolo 21 della nostra Costituzione. I principi della nostra Carta si difendono innanzitutto mettendoli in pratica ogni giorno, su tutto il territorio italiano, anche e soprattutto a Napoli. Il Governo intervenga per ristabilire le più elementari regole di convivenza civile e democratica” afferma Valente.

Sarcastica la consigliera Eleonora de Majo, esponente dell’area Partenope Ribelle, pasionaria dei collettivi sociali cittadini.

“Quando qualche settimana fa i No Tap sono stati caricati fuori la sede di un circolo Arci in cui erano regolarmente iscritti perché all’interno c’era Massimo D’Alema per una iniziativa blindata, qualcuno di tutti questi amanti dell’agibilita’ democratica, per caso, ha espresso solidarietà ai manifestanti ? – domanda De Majo –  O la solidarietà è sempre direttamente proporzionale all’importanza della carica che si riveste ( o si è rivestita) e ai poveri cristi invece tocca subire manganellate e botte senza che nessuno per loro si indigni mai?”

                                                                                            Ciro Crescentini

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