Campania, la guerra tra poveri

Il comportamento del governatore De Luca rischia di alimentare un preoccupante clima di tensione sociale

Il governo regionale della Campania rischia di alimentare una guerra tra poveri: lavoratori socialmente utili contro operai delle fabbriche in crisi, disoccupati storici contro i lavoratori dei consorzi di bacino, i precari dell’Anpal, l’Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro,  contro i 471 navigator che hanno superato una legittima selezione nazionale per rilanciare i centri per l’impiego e trovare lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza. Le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore dal presidente Vincenzo De Luca sono benzina sul fuoco. Un comportamento alquanto irresponsabile sul piano politico e istituzionale. Tra l’altro, l’ente di via Santa Lucia negli ultimi anni non ha intrapreso iniziative adeguate, programmi, azioni concrete per combattere la disoccupazione nella Regione. Anzi,  questioni che riguardavano la precarietà e la crisi di molte fabbriche presenti in Campania sono state puntualmente scaricate sui governi nazionali. Alla vigilia delle elezioni regionali, De Luca si trasforma in un contestatore, un “barricadero”.  “E’ maturo il tempo per una “Vertenza Campania”. Per questo si chiede l’apertura di un tavolo nazionale per affrontare da subito le gravi vertenze in atto” – afferma De Luca diffondendo la lista delle vertenze sociali:  Bacino Lavoratori socialmente utili: sono 3700 e da oltre 20 anni prestano la loro attività presso 148 enti locali in regime di convenzione con il Ministero. La convenzione scade il 31 ottobre prossimo; sono circa 400 i tavoli di crisi aziendali della Campania, molti di carattere nazionale come ad esempio Whirpool, Jabil, Treofan, Mercatone Uno. Aziende che dichiarano esuberi per migliaia di lavoratori. Sono già 80 le procedure di licenziamento collettivo attivate da gennaio 2019 a oggi; altre vertenze aperte riguardano i lavoratori dei Consorzi di vario tipo e le sigle dei disoccupati storici. De Luca contrappone le vertenze in corso alla protesta imminente dei 471 navigator che dovrebbero essere utilizzati nell’ambito della riorganizzazione dei centri per l’impiego per dare lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza. I 471 navigator, pur avendo superato una selezione nazionale probabilmente non potranno essere operativi a seguito della scelta assunta da De Luca di non firmare la convenzione con l’Anpal. Eloquenti le parole del governatore: “Nell’ambito del tavolo potranno essere affrontate anche le questioni relative ai cosiddetti Navigator. E’ noto a tutti che la Regione dice, da sempre, no alla creazione di nuovo precariato. La Regione è per la linea della stabilizzazione partendo dai lavoratori precari attualmente in Anpal. Il lavoro è la priorità e vanno valorizzate e ampliate le possibilità di impiego legate al “Piano per il Lavoro” della Campania che ha come obiettivo posti di lavoro stabili, non precariato”. Un linguaggio demagogico e strumentale, linguaggio da campagna elettorale che rischia di provocare irresponsabili tensioni sociali.  Non è la strada giusta e responsabile per affrontare le questioni occupazioni in modo pragmatico mettendo al centro gli interessi collettivi. Scandaloso il silenzio dei sindacati che dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale per unificare tutte le vertenze sociale utilizzando un “linguaggio comune”. Invece, preferiscono mangiare popcorn e guardare lo “spettacolo” dalla finestra.

                                                                                                                                     CiCre

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest