Accordo sulla causa per danni, scoppia la pace tra Sementa e de Magistris

L’ex comandante della municipale aveva trascinato in tribunale il sindaco e il comune per una serie di comportamenti ritenuti diffamatori, che lo avrebbero anche danneggiato professionalmente. Ora una transazione, approvata dalla giunta comunale, segna lo stop alla guerra di carte bollate: le parti rinunciano a ogni pretesa

Aveva chiesto i danni per una presunta campagna denigratoria, ma ora il generale dei carabinieri Luigi Sementa sigla una transazione – pubblicata in esclusiva da ildesk.it – con il comune di Napoli e il sindaco Luigi de Magistris. L’atto transattivo, come da accordi tra le parti, è stato approvato dalla giunta comunale lo scorso 13 ottobre.

 

LA CAUSA CONTRO DE MAGISTRIS E COMUNE – La vicenda parte nell’aprile di 3 anni fa. Sementa, un passato da 007 anticamorra e comandante della polizia municipale di Napoli dal 2008 al 2012, trascina in tribunale sindaco e comune per una serie di comportamenti ritenuti diffamatori, che lo avrebbero seriamente danneggiato sul piano professionale. Davanti al giudice della IV sezione civile Lucia Sorrentino, finisce la strategia d’attacco condotta da de Magistris in prima persona, con dichiarazioni sui media e tramite i social. Nell’atto di citazione si elencano le dichiarazioni dell’ex pm ad un tv locale nel programma “Sotto Torchio”, in un’intervista destinata al libro “De Magistris, il Pubblico Ministero” e un comunicato stampa del comune del 19 agosto 2013 con cui si censuravano gli attacchi di Sementa su Facebook. “Un disegno volto a delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine e la reputazione del Gen.Sementa – si legge negli atti – al fine di neutralizzare la candidatura a Comandante del Corpo di Polizia Locale e poter così procedere agevolmente alla nomina di un altro soggetto (non munito del medesimo profilo professionale)”. Il generale, nominato all’epoca della giunta Iervolino, viene infatti defenestrato un anno dopo l’arrivo del sindaco arancione e sostituito dal colonnello della finanza Luigi Acanfora. Un avvicendamento solo virtuale, perché la nomina di Acanfora è ritirata quasi subito, a causa dei problemi finanziari del comune e del mancato nulla osta del Mef. Per quella designazione, su esposto di Sementa, il sindaco è anche indagato per abuso d’ufficio: l’indagine viene archiviata. Ma non basta perché, davanti al giudice civile, il generale lamenta di essere stato danneggiato da de Magistris anche nella corsa a capo de vigili urbani di Roma, dove gli è preferito un altro candidato. Il sindaco però respinge tutti gli addebiti e rinfaccia a Sementa gli strali contro di lui e l’amministrazione sui suoi profili Facebook, espressione di “un malcelato risentimento”. Per de Magistris, quelle a Sementa sono critiche pertinenti e mai sfociate in un reale pregiudizio per l’ufficiale.

 

LA RINUNCIA A PROSEGUIRE LA CAUSA – Adesso però il colpo di scena, dopo un negoziato: tra l’ex capo della municipale e il sindaco si trova l’accordo per cancellare la causa civile e compensare le spese tra le parti, rinunciando a comparire nell’udienza del prossimo 7 dicembre. Entrambi si impegnano a ritirare le rispettive pretese. Si chiude così la guerra a carte bollate tra Sementa e de Magistris.

Ciro Crescentini

(Nella foto da sinistra Sementa, il leader degli albergatori Salvatore Naldi e de Magistris)

Transazione Sementa

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