Roma, 2 mila agricoltori in piazza contro i cinghiali

Matteo Salvini: “Serve un piano di abbattimento degli animali”

Agricoltori, allevatori e pastori arrivati da tutte le regioni si sono dati appuntamento oggi a Roma in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento per protestare contro “l’invasione” dei cinghiali e degli altri animali selvatici che, spiega Coldiretti, “distruggono i raccolti agricoli, sterminano greggi, assediano stalle, causano incidenti stradali nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani dove razzolano tra i rifiuti con pericoli concreti anche per la salute dei cittadini“. Centinaia di agricoltori, allevatori, pastori sono giunti dalla Campania.  10 pullman di manifestanti sono partiti da Salerno, Avellino, Benevento e Caserta . Al fianco degli agricoltori sfilano esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni e ai rappresentanti dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori. Un’emergenza nazionale – spiega Coldiretti – che sta provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni con le incursioni dei cinghiali che sono arrivati anche all’interno delle città minacciando la sicurezza delle persone”.

In piazza i coltivatori diretti portano un pentolone gigante di polenta e di spezzatino di cinghiale e brandiscono cartelli con le foto degli incidenti provocati sulle strade e dei danni nelle campagne ma anche con scritte ‘La sicurezza delle nostre famiglie è più importante di un cinghiale’, ‘Basta danni e paura, fate qualcosa. Adesso’, ‘Il cinghiale campa, il campo crepa’, ‘Invasi dai cinghiali, ma noi non molliamo’, ‘Difendiamo il nostro territorio’, ‘L’unico cinghiale buono è con la polenta’ e “bastacinghiali“. Tra i primi a salire sul palco la ministra Teresa Bellanova: Abbiamo sbloccato il riconoscimento per i danni subiti. Adesso dobbiamo lavorare per una soluzione più strutturale a questo problema. Dobbiamo modificare il decreto 157 del 92, ho già sentito il ministro Costa e lavoreremo insieme per farlo e trovare soluzioni“, assicura facendo riferimento alle norme per la protezione della fauna selvatica. “Vi posso garantire un impegno totale. Sono problemi che non si affrontano solo con le Regioni, bisogna andare anche in Europa a chiedere soluzioni”, aggiunge.

Più tranchant l’intervento di Matteo Salvini: “Tra un po’ i cinghiali ci entrano in camera da letto. Bisogna abbattere quello che la natura vuole che torni dai propri spazi. La campagne e le città vanno gestite e non da qualche ambientalista da salotto”, accusa. Il leader della Lega punta il dito contro “l’ipocrisia degli ambientalisti”.I veri ambientalisti siete voi. A me piace il cinghialotto, ma solo con un numero ridotto si può convivere. La natura ha bisogno di un equilibrio e questo equilibrio va ripristinato, nessuno di noi è cattivo, ma mi sembra un diritto difendere le proprie bestie e i propri raccolti. Quando è troppo è troppo – chiosa – occorre un piano di ridimensionamento e abbattimento di quella che è ormai diventata una calamità naturale”.Gli agricoltori tirano dalla loro parte i cittadini. “Oltre otto italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero”, emerge dal Dossier Coldiretti/Ixè. Nel mirino finisce soprattutto la presenza eccessiva di cinghiali, che il 69% degli italiani ritiene che siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati.

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