Piazzale Tecchio, altri due scippi.  Una mamma: “Mia figlia rapinata lascia l’Università”

 Le telecamere della videosorveglianza continuano a rimanere spente. 

Continuano le azioni delinquenziali a Piazzale Tecchio, quartiere Fuorigrotta. A due studentesse pendolari della Facoltà di Ingegneria  scippati i telefonini. L’azione è stata compiuta all’altezza della Mostra d’Oltremare,  a 200 metri dal commissariato di Polizia. La beffa continua. Intanto al Desk.it è arrivata la testimonianza di una mamma: “Mia figlia iscritta al primo anno di ingegneria civile stava mangiando ingenuamente un panino tra una lezione e l’altra e si era seduta su una panchina – racconta G.D.L –  Sono arrivati due ragazzi in motorino ed oltre a derubarla del cellulare e portafoglio le hanno infilato le mani sotto lo gonna e l’hanno molestata. Fortunatamente sono arrivate delle amiche che stavano uscendo da lezione e i due bastardi sono scappati. Adesso non vuole andare più all’Università e l’anno prossimo la iscriviamo a Fisciano. Tutto questo in pieno giorno con la gente che entrava e usciva dalla Cumana.Assurdo!” Una testimonianza che si commenta da sola. Storie di ordinaria criminalità. Una penosa lista di violenze perpetrate ai danni di persone inermi, gli studenti Facoltà di Ingegneria  che quotidianamente si spostano dalle stazioni della metropolitana e della Cumana di Piazzale Tecchio e spostarsi più volte per raggiungere le sedi universitarie. In settecento metri di percorso pedonale i  ‘soliti noti’ possono, indisturbati, rapinare o scippare della ‘paghetta’, dei telefonini o  dei loro computer portatili. Negli ultimi giorni sono stati rapinati e scippati anche alcuni volontari nel quartiere generale delle Universiadi all’interno della Mostra. Addirittura  alcuni studenti, sorpresi senza danaro, sono stati costretti a prelevare soldi col bancomat e consegnarli nelle mani dei delinquenti. Molti di loro, memori di queste e di altre simili disavventure, hanno già deciso di lasciare Napoli. Fa rabbia. Fanno, invece, amaramente sorridere le reiterate pubbliche promesse di Prefetto, Ministro dell’Interno,  Sindaco quando accadono tragici eventi.  Preside, direttori di dipartimento, professori, studenti della Facoltà da tempo segnalano questi avvenimenti al vicinissimo Commissariato di Polizia.  Fino ad oggi nessun concreto provvedimento è stato mai preso. Balordi, in genere tossicodipendenti. Questo l’identikit dei malviventi che terrorizzano ragazzi e ragazze nell’area che costeggia lo  stadio San Paolo. Le violenze accadono soprattutto nelle prime ore della mattinata, quando gli studenti cominciano ad affollare l’Università. Si tratta dei ‘soliti noti’, tutti schedati nei registri della Polizia. E non solo. A quanto pare le telecamere della videosorveglianza non funzionano. Vengono attivate solo durante le partite di calcio o i grandi eventi.

                                                                                                            Ciro Crescentini

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