Napoli, persi sette milioni dell’Unione Europea, addio al villaggio Rom

l Consigliere Comunale di Napoli Vincenzo Moretto Capo Gruppo di “Prima Napoli” ha presentato un “Question -Time” sulla problematica dei Rom di Via Cupa Perillo.

“Nella città di Napoli si verificano storie drammatiche di marginalità e degrado che colpiscono,in modo sconcertante,l’opinione pubblica.Una di questa, esempio lampante ed emblematico, è quella relativa ai nomadi di via Cupa Perillo che sono stati costretti, lo scorso 27 agosto, a lasciare il proprio campo perchè si è creato un rogo che ha distrutto le baracche e le masserizie. Dovendo trovare una soluzione immediata all’emergenza creatasi, l’Amministrazione ha provveduto a sistemare una parte di essi nella caserma Boscariello; altre nove famiglie, che non avevano potuto trovare posto nella caserma,sono state allocate nell’auditorium “Fabrizio de Andrè “ della Municipalità di Scampia. Entrambi le soluzioni sono state assunte dall’Amministrazione provvisoriamente ed in emergenza, infatti la caserma è interessata dai lavori di realizzazione della cittadella dello sport e l’auditorium Fabrizio De Andrè è una struttura della VIII^ Municipalità destinata a riunioni e convegni” è’ quanto evidenzia Moretto. “Per la soluzione generale della problematica rom, l’Amministrazione ha dimostrato la propria incapacità nella gestione delle situazioni emergenziali. In primis sono andati persi sette milioni di euro di fondi Europei all’uopo destinati. Per quanto riguarda le famiglie sistemate nella caserma Boscariello è stata trovata la soluzione di risistemarli all’interno della stessa, in un’ala della struttura non interessata dai lavori, senza tenere conto del malumore che serpeggia tra i residenti della zona che non ritengono sostenibile tale soluzione. Per quanto concerne le nove famiglie sistemate nell’auditorium,l’Amministrazione ha deciso di concedere loro un contributo di cinquemila euro affinchè provvedano autonomamente a trovarsi una abitazione e a stipulare un contratto di fitto”. Moretto ritiene che non siano questi i metodi per eliminare l’emergenza rom; “bisogna risolvere il problema in modo definitivo e globale; dare delle risposte esaustive.La problematica andava affrontata tempestivamente impegnando le risorse disponibili di ben sette milioni di fondi comunitari individuando delle aree periferiche da attrezzare,affinchè le comunità nomadi potessero vivere in modo decoroso e civile nel rispetto delle loro tradizioni e usi; altresì provvedendo alla scolarizzazione dei minori che, nel 97% dei casi, non frequenta la scuola dell’obbligo sebbene essi siano italiani per nascita. La concessione del contributo di cinquemila euro, alle nove famiglie, è una soluzione aleatoria ed irrealizzabile, ritenuta tale anche dalle stesse famiglie rom”. Moretto ha interrogato l’Amministrazione per conoscere le cause, e le eventuali responsabilità che hanno portato alla perdita dei sette milioni di Euro stanziati dalla Comunità Europea facendo,così, fallire il piano di, integrazione, dei bambini e dei giovani di tali etnie, attraverso una formazione educativa e l’inserimento nel mondo del lavoro per allontanarli da una vita di espedienti in cui sono costretti a vivere, oltre a dargli una sistemazione abitativa con la realizzazione di villaggi attrezzati.

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