Napoli, gravi accuse della consigliera Bismuto: “Auricchio ha sospeso la democrazia”

Il capo di gabinetto e direttore generale del Comune di Napoli continua a non fornire informazioni sul progetto di costruire uno svincolo della tangenziale e un mega parcheggio nelle cave del Rione Sanità. 

Il tenente colonnello Attilio Auricchio, direttore generale, capo di gabinetto del Comune di Napoli, braccio destro del sindaco Luigi de Magistris è finito ancora una volta nell’occhio del ciclone. Sotto accusa i suoi metodi poco ortodossi, l’eccesso di potere, l’egemonismo e il poco rispetto dei ruoli e delle funzioni dei consiglieri comunali. Una sorta di eminenza grigia con un potere immenso che snobba le regole della democrazia che ha trasformato la sede comunale  in una caserma. A quanto pare, Auricchio ha sempre ignorato le richieste di informazioni, le interrogazioni presentate dagli esponenti istituzionali di via Verdi. E non solo. Stando ai beni informati avrebbe messo in discussione anche le funzioni democratiche delle organizzazioni sindacali instaurando rapporti privilegiati con alcuni sindacati autonomi. Il tenente colonnello avrebbe avallato i cosiddetti verbali di conciliazione riguardanti il trasferimento di lavoratori Napoli Sociale a Napoli Servizi, le due aziende partecipate comunali, verbali annullati dal Tribunale del lavoro di Napoli perché i lavoratori sono stati costretti a sottoscrivere accordi condizionati dalla minaccia di essere licenziati. Auricchio si appresterebbe a sostenere altri “verbali di conciliazione capestro” per i lavoratori delle Terme di Agnano.  L’ultima impresa di Auricchio? Non ha fornito informazioni sul progetto di costruire uno svincolo della tangenziale dentro alle cave del rione Sanità, con relativo parcheggio da 500 posti. E risponde in maniera sprezzante ai consiglieri comunali.

Significativa la dichiarazione di Laura Bismuto, consigliera della maggioranza che sostiene il sindaco “Già 10 giorni fa ho fatto richiesta formale al direttore generale, capo di gabinetto e a tutti gli assessori competenti per avere copia di un qualche atto che avesse a che fare con il Contratto di Sviluppo Centro Antico. Nessuna risposta – evidenzia Bismuto – Stamattina sono stata nella segreteria della direzione generale, e mi hanno detto che loro non hanno nulla. E quando, dopo il consiglio comunale, ancora in Sala dei Baroni, al direttore generale ho chiesto verbalmente di poter avere le carte relative al progetto che verrà finanziato dal Ministero su svincoli tangenziale, parcheggi nelle cave, e sulla rilevante trasformazione di un pezzo di città a cui stanno segretamente lavorando, prima mi ha detto che lui le carte non le ha, poi ha detto, testuali parole “se è per fare critica, io le carte non te le do!” Poi si è girato mandandomi a quel paese”. “Il livello di rispetto, di trasparenza e di democrazia in questa amministrazione, a causa di quest’uomo, in cui si accentra tutto il potere -amministrativo, politico, sindacale  è diventato pressoché nullo – sottolinea Bismuto – Credo che nemmeno un leghista sarebbe arrivato a tanto. In questo atto, individuo un reato gravissimo – conclude la consigliera comunale –  In quest’uomo, individuo tutto il fallimento di questa esperienza politica”. Parole gravissime di una giovane consigliera comunale che sosteneva con entusiasmo e passione il sindaco de Magistris e il “laboratorio Napoli”. Una consigliera delusa e arrabbiata. Parole gravissime che confermano la sospensione della democrazia a Palazzo San Giacomo.

                                                                                                                          CiCre

 

 

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