Italia, Lotte sociali anni ’70: amnistia per i  detenuti politici

Riceviamo e pubblichiamo

La vicenda di Cesare Battisti, con il clamore mediatico forcaiolo che ha suscitato, ci porta a riprendere parola sulla necessità dell’amnistia per i reati politici e sociali.

Dopo l’inspiegabile estradizione lampo dalla Bolivia, Cesare è tornato in Italia da prigioniero di una guerra finita. Non è finita però la vendetta dello Stato che dichiarò quella guerra contro le organizzazioni della sinistra extraparlamentare a colpi di stragi, omicidi, carcere preventivo. Dopo aver vinto quello scontro, con ogni mezzo necessario, la classe dirigente di questo paese continua la sua vendetta sui protagonisti di quella stagione, su quell’assalto al cielo che non può finire tra le sbarre delle galere. Il governo della propaganda ha usato l’arresto di Battisti per appianare le sue contraddizioni interne ed esterne, facendo della tortura di stato – nelle forme dell’isolamento carcerario e dell’ergastolo – un elemento di consolidamento del consenso, con la complicità di buona parte della società civile e dell’humus culturale di un paese incapace di fare i conti con la propria storia.

Crediamo che l’arresto di Battisti riapra in modo urgente il tema dell’amnistia per i reati politici e sociali in questo paese. In un tempo dove la repressione e la repressione preventiva si fanno più dure non possiamo consegnare Cesare ai sui carcerieri. Costringere il paese a fare i conti sul proprio passato, aprire un dibattito serio sull’Amnistia, significa difendere OGGI l’agibilità politica e sociale di tutti gli attivisti.

I 3 punti su cui sviluppare l’iniziativa

1- no alla tortura su Battisti attraverso l’isolamento diurno. La fine della stagione della lotta armata, la non presenza di strutture clandestine nel territorio, l’età e l’impossibilità di reiterazione del reato da parte di Cesare rendono questo pena una vera e propria tortura contro la sua persona, nonché una inutile vendetta contro una storia dove c’è già stato un vincitore.

2-ridare voce al tema dell’amnistia per i reati politici e sociali. Un movimento che non lotta per l’amnistia dei prigionieri e di tutti i denunciati per motivi legati alle lotte sociali è un movimento che rinuncia alla possibilità di difendere e allargare la propria agibilità politica e sociale.

3- ridare agli anni settanta e ottanta dignità politica e sociale sottraendoli dalla narrazione di tutti quelli che descrivono quegli anni come violenza cieca e indiscriminata.

Interventi di

Sergio Cararo – Contropiano; Caterina Calia – avvocato; Nunzio D’Erme – Osservatorio repressione; Marco Lucentini – avvocato; Francesco Romeo – avvocato; Davide Steccanella – avvocato difensore di Cesare Battisti; Paolo Persichetti; promuovono: Contropiano, Noi restiamo, Magazzini popolari Casalbertone

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