Il desk.it lancia un appello al governo: “tornare alla gratuità delle cause di lavoro”, Firmate!

Chiediamo l’intervento del ministro del lavoro Luigi di Maio e del ministro della giustizia Alfonso Bonafede 

È sotto gli occhi di tutti lo sfascio dei diritti dei lavoratori ed è grave la situazione di disagio in cui gli stessi versano anche a causa d’una diffusa crisi del processo del lavoro che va di pari passo con la affermazione di una giustizia di classe.

A ciò si aggiunge che i lavoratori, il più delle volte, sono costretti a rinunciare a far valere i propri diritti perché la gratuità del processo introdotta dal legislatore del 1973 con legge n. 533 è stata, di fatto, abrogata.

Infatti, il lavoratore che vuole proporre un giudizio nei confronti del suo datore di lavoro è assoggettato al pagamento di un contributo unificato che  varia a seconda del valore della causa a meno che non autocertifichi di essere esente laddove il suo nucleo familiare, compresi i familiari conviventi, non superi nell’anno che precede la proposizione del giudizio un reddito di €34.107,72 euro

Ulteriore prova dell’atteggiamento di sfavore verso le istanze di giustizia dei lavoratori si rinviene nel governo delle spese e ciò a prescindere dalle modifiche dell’art. 92 codice di procedura civile succedutesi nel tempo e si condanna il lavoratore nonostante l’intervento della Corte Costituzionale.

Infatti, mentre una volta si tendeva a declinare la compensazione delle spese in favore della parte debole del rapporto, priva di mezzi economici e di adeguate possibilità di accesso alle informazioni necessarie alla difesa, oggi dell’art. 92 codice di procedura civile si fa un uso punitivo proprio in caso (sempre più raro) di integrale accoglimento della domanda del lavoratore, quasi a volerlo dissuadere in futuro dal promuovere altre liti, in un’ottica di progressiva deflazione delle controversie.

Insomma, ormai lo scenario è troppo spesso quello d’una sostanziale e insostenibile denegata giustizia per il lavoratore.

Ritenendo che non possano essere lasciate nell’indifferenza le istanze dei lavoratori si auspica che il presente appello venga diffuso tra i lavoratori tutti e che ci si unisca nella difesa dei loro diritti e –  primo fra tutti  –  del diritto all’accesso alla giustizia garantito dalla nostra Costituzione.

PER FIRMARE L’APPELLO INVIARE MAIL  appellodesk@libero.it 

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