Governo, ok il primo incontro M5S-Pd: “Clima positivo”. Ma resta l’ombra leghista

I dem Marcucci, Delrio e Orlando: “Riunione costruttiva, convergenza su agenda ambientale e sociale. Ma la condizione per proseguire è che l’interlocuzione con noi sia l’unica”. I pentastellati D’Uva e Patuanelli: “Non sono emersi ostacoli insormontabili, ma il M5S non ha altri tavoli. Se fallisce questo, le elezioni unica alternativa”

Fila liscio il primo incontro tra le delegazioni di M5S e Pd, nella trattativa per un nuovo governo. Ma sul negoziato resta l’ombra della Lega, alimentata dalle parole di un big pentastellato, quale Di Battista. Due ore di faccia a faccia, alla Camera, tra quattro esponenti dei due partiti. I capigruppo del M5S Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, con i vice Francesco Silvestri e Gianluca Perilli. E i capigruppo dem Andrea Marcucci e Graziano Delrio , più i vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli. “La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo – spiega all’uscita Marcucci-, che ci fa ben sperare sulle prospettive”. E sul tavolo ci sono già contenuti. “C’è stata un’ampia convergenza – dichiara Delrio – sui punti dell’agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità”. Il Pd però fiuta l’odore del doppio forno, con Salvini dietro l’angolo. E allora vuole una scelta, per proseguire i negoziati. “Abbiamo chiesto al M5S che – dice Orlando – questa interlocuzione sia l’unica come condizione per affrontare gli ulteriori punti, che affrontati, a livello preliminare non presentano ostacoli insormontabili. Loro riconoscono questa esigenza di chiarezza e ci hanno riferito che la riporteranno” ai vertici politici del M5S. Dal canto loro, i grillini si mostrano cauti, pur confermando le aperture.

“Abbiamo chiesto garanzie sul taglio dei parlamentari. – afferma D’Uva -Abbiamo chiesto che sia calendarizzato alla prima data utile”. Il capogruppo a Montecitorio ribadisce che “sul tavolo non sono emersi ostacoli insormontabili”, anche se “ci sono alcune questioni che verranno spostate al tavolo dei capi politici, come è giusto che sia”. D’Uva respinge i sospetti di dialogo col Carroccio (“Il M5S non ha altri tavoli”), e chiarisce: “Se fallisce il tavolo col Pd non ci sono alternative al voto”. Ma da qui a martedì, qualcosa può ancora cambiare.

 

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