Ecuador, rivolta popolare costringe governo a ritirare decreto

Accolte le richieste degli indigeni, dei lavoratori e degli studenti

Il governo dell’Ecuador e il movimento indigeno hanno raggiunto un’intesa per uscire dalla crisi sociale senza precedenti che paralizza il Paese da dodici giorni, grazie al ritiro del controverso decreto che sopprime i sussidi sul carburante.Le due parti si sono accordate sulla preparazione di “un nuovo decreto che annulla il decreto 883” sulla benzina e “con questo accordo la mobilitazione si conclude”, ha annunciato Arnaud Peral, rappresentante in Ecuador delle Nazioni Unite, che aveva facilitato con la Chiesa cattolica l’apertura di un dialogo. Il Paese sudamericano è stato di fatto bloccato per due settimane, tra blocchi stradali, trasporti pubblici quasi inesistenti e pozzi petroliferi dell’Amazzonia che si sono fermati, cosa che ha costretto l’Ecuador a sospendere la distribuzione di circa il 70 per cento della sua produzione di greggio.

Il Paese è stato scosso da un’ondata di manifestazioni dal 3 ottobre, duri scontri con la polizia, dieci morti, 1.340 feriti e 1.152 arresti, secondo l’Ufficio dei difensori del popolo, organismo pubblico di difesa dei diritti. I negoziati  sono iniziati quando la capitale del paese, Quito, ha iniziato ad assomigliare a una zona di guerra dopo la grande protesta popolare e i duri scontri con la polizia. Il presidente Lenin Moreno è stato costretto a lasciare la capitale, riunendo il governo in luoghi più sicuri mentre i manifestanti assaltavano  gli edifici amministrativi.

Il presidente della Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (CONAIE), Jaime Vargas, ha dichiarato che le mobilitazioni antigovernative saranno revocate su tutto il territorio. Vargas  ha criticato duramente il comportamento della polizia e delle forze armate “per le loro azioni contro i manifestanti. Azioni che hanno violato  i  diritti umani” e chiesto “la rimozione dei ministri dell’interno e della difesa per l’uccisione di  10 persone e i 2 mila feriti colpiti durante la rivolta popolare”.

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