Corruzione, arrestati Paolo Arata e il figlio

L’ex deputato di Fi, ora vicino alla Lega, accusato anche di autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Padre e figlio ritenuti soci occulti dell’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri, considerato a sua volta dalla Dda di Palermo uno dei finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Salvini: “Arata non è mio consulente, ha solo partecipato ad un nostro convegno”

Per la Dda di Palermo, padre e figlio sono soci occulti dell’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri, considerato a sua volta uno dei finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. L’ex deputato forzista Paolo Arata, ora vicino alla Lega, ed il figlio Francesco sono stati arrestati con le accuse di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. I due sono indagati per un presunto giro di mazzette alla Regione Sicilia, in cui è coinvolto pure Nicastri, già in carcere da due mesi. Secondo gli inquirenti, le tangenti avrebbero favorito gli accusati nell’ottenere autorizzazioni nei settori dell’eolico e del bio-metano. Il gip di Palermo, Guglielmo Nicastro, ha disposto anche il sequestro di otto società del campo energie rinnovabili. Un filone dell’inchiesta era finito alla procura di Roma, per una presunta mazzetta da 30mila euro, pagata da Paolo Arata all’ex sottosegretario al Mit, il leghista Armando Siri. Siri è accusato di aver presentato un emendamento, mai approvato, sugli incentivi al mini-eolico. Intanto, Matteo Salvini precisa che Arata “non è un nostro consulente, ha partecipato a un solo convegno, me lo presentarono come professore universitario, non ricordo chi sia stato a presentarmelo”. Questo per rispondere alle notizie sui media, in cui Arata era qualificato come consulente per l’energia del leader leghista. “Non sono preoccupato dagli sviluppi dell’inchiesta. – dichiara il ministro dell’interno – Rispetto la magistratura, non ho elementi per commentare né a favore né contro. Vado avanti, ma ricordo a me stesso e a tutti che in Italia siamo presunti innocenti fino a prova contraria”.

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