Congresso Cgil, l’area radicale: “Né per Colla né per Landini”

L’area potrà contare su 18 delegati all’assise e circa sei voti all’assemblea generale

L’area della sinistra radicale della Cgil non si schiera nè per Landini nè per Colla. “Riconquistiamo Tutto”, è nei fatti  l’unica opposizione ufficiale interna all’organizzazione, che ha raccolto circa il 2% dei consensi  presentando un documento congressuale alternativo a quello della maggioranza.  Numeri piccoli, dunque, se paragonati al muro granitico del 98% con cui è stato approvato il documento di maggioranza, “Il lavoro è”, firmato dal leader uscente Susanna Camusso, che però non ha impedito che il sindacato si spaccasse e che, al momento, fossero formalizzate ad un congresso Cgil due candidature alternative, quella di Maurizio Landini e quella di Vincenzo Colla.

La Cgil è spaccata e non su questioni di merito su cui invece bisogna tornare a discutere anche avendo il coraggio di presentare come abbiamo fatto noi un documento alternativo al congresso che ha raccolto il 2% dei consensi: è per questo che non voteremo nè per Landini nè per Colla, e decideremo solo poi se astenerci o non partecipare al voto”, spiega  Eliana Como, metalmeccanica della Fiom, portavoce dell’area ‘il sindacato è un’altra cosa’ e prima firmataria del documento alternativo presentato al congresso che si aprirà a Bari martedì prossimo che potrà avvalersi di 18 delegati all’assise e di circa 6 voti all’assemblea generale  chiamata ad eleggere il nuovo leader Cgil .

Pensiamo ad una Cgil più radicale, meno burocratica e più aperta alla voce dei delegati oltre che davvero autonoma dai partiti”, sintetizza prendendo le distanze dai candidati in campo. “Da Colla ci allontana la sua visione relativa alla centralità che assegna all’unità sindacale con Cisl e Uil, l’idea sulla Tav, le grandi opere e la stessa concezione dell’Europa. Diciamo che Colla interpreta la parte più moderata della Cgil su cui siamo politicamente distanti”, spiega.

Non meno dura con Landini, candidato dal leader uscente Susanna Camusso, al quale lo lega un passato in Fiom. “E’ davvero una macchietta presentarlo come il candidato ‘movimentista'”, dice Como.
Landini “raccoglie il consenso dell’attuale maggioranza, dunque è in continuità con la linea politica di Camusso, una gestione – sottolinea – che non ha mai fatto autocritica su alcune partite sbagliate e ha lasciato passare la riforma Fornero sulle pensioni, il Jobs Act di Renzi mentre organizzava manifestazioni di sabato”. “Certo Landini è un personaggio televisivamente molto carismatico ma mi spaventa il racconto per il quale con lui la Cgil riconquista la sua credibilità: il leaderismo fa danni come quello con cui ha potuto firmare il contratto dei metalmeccanici, il peggiore di tutti. Altrimenti ai metalmeccanici come facevi a far digerire 1,50 euro di aumento nel contratto?”, commenta. Martedì 22 gennaio a Bari dunque si apriranno i giochi: 860 i delegati, circa 1500 gli invitati e oltre 100 gli ospiti di delegazioni straniere per quattro giorni di assise. “Sapevamo che avremmo avuto questa percentuale minima. Comunque se Landini e Colla sostengono entrambi di avere la maggioranza, il totale non può fare
120%; e non dico che faremo la differenza ma …”, conclude

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